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Regolamento Disciplinare Primaria

REGOLAMENTO DI DISCIPINA

SCUOLA PRIMARIA

IL CONSIGLIO DI ISTITUTO

VISTO il RD n. 1297 del 26 aprile 1928;

VISTO l’art. 328, comma 7 del D.lgvo n. 297 del 1994;

VISTO il DPR n. 275 del 1999;

VISTA la direttiva del MPI n. 104 del 30/11/2007 con la quale vengono dettate disposizioni

in materia di utilizzo dei telefoni cellulari in ambito scolastico e di diffusione di

immagini in violazione del “Codice in materia di protezione di dati personali”,

VISTA la C.M. prot. n. 3602 del 31 luglio 2008

VISTA la legge 30.10.2008, n. 169

VISTA la legge 241/90 e successive modificazioni

 

DELIBERA

 

in ottemperanza alle disposizioni citate, il presente regolamento che disegna un modello di

disciplina ispirato alle finalità educative proprie della scuola, al recupero, al rafforzamento del senso di responsabilità, della collaborazione, del rispetto per le persone.

Art. 1 – Principi e finalità

1. Il presente Regolamento, in osservanza del Regolamento dell'Autonomia delle Istituzioni scolastiche, emanato con il D.P.R. 8 marzo 1999 n. 275, individua i comportamenti che possono rappresentare mancanze disciplinari, stabilisce le possibili sanzioni, individua gli organi competenti ad irrogarle ed il relativo procedimento.

E' coerente e funzionale al Piano dell'Offerta Formativa adottato dall'Istituto.

2. I provvedimenti disciplinari hanno finalità educative e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti e comportamenti corretti all’interno della classe e dell’Istituto.

3. La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni

disciplinari senza essere stato prima sentito. Nessuna infrazione disciplinare connessa al

comportamento può influire sulla valutazione del profitto.

4. In nessun caso può essere impedita la libera espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell’altrui personalità.

5. Le sanzioni sono temporanee, proporzionate all’infrazione disciplinare e ispirate al principio della riparazione del danno. Esse tengono conto della situazione personale dello scolaro e, in ragione della sua giovane età, tendono a favorire la riflessione e la costruzione della personalità in un corretto rapporto con gli altri, del senso del limite, della responsabilità, dell’adesione alle regole di convivenza.

6. Le sanzioni e i provvedimenti che comportano l’allontanamento dalle lezioni sono adottati dal Consiglio di Interclasse, alla presenza delle diverse componenti; quelli che comportano l’allontanamento oltre i 15 giorni e l’esclusione dalla valutazione e dallo scrutinio finale, sono adottati dal Consiglio d’Istituto.

Art. 2 – Disposizioni disciplinari

1. Si configurano come violazioni lievi:

a) arrivare ripetutamente in ritardo a scuola;

b) impedire lo svolgimento regolare delle lezioni disturbando e non consentendo ai compagni di seguire con attenzione;

2. Si configurano come mancanze gravi:

a) utilizzare il telefono cellulare durante l’orario scolastico;

b) sporcare, imbrattare, danneggiare le proprie cose, quelle altrui, quelle della scuola; fare un uso improprio del cibo durante la refezione;

c) non osservare le regole della scuola e le prescrizioni degli insegnanti;

d) avere atteggiamenti e/o parole irrispettosi nei confronti del Dirigente Scolastico, dei docenti, del personale non docente, dei compagni;

e) assumere comportamenti di arroganza e insubordinazione con gli adulti;

f) assumere comportamenti verbalmente e fisicamente aggressivi verso i compagni

g) riproporre più volte un comportamento scorretto.

3. Si configurano come mancanze gravissime:

a) appropriarsi di beni o materiali dei compagni, del personale scolastico,

dell’istituzione scolastica;

b) compiere atti di vandalismo all’interno della scuola;

c) aggredire ed insultare verbalmente i compagni; costituisce aggravante il fatto che il comportamento sia diretto a persone diversamente abili o se le offese si configurano come razziste;

d) aggredire fisicamente i compagni;

e) provocare lesioni ai compagni e al personale;

f) non osservare le disposizioni interne relative alla sicurezza delle persone e degli edifici (correre a velocità eccessiva all’interno dell’Istituto, manomettere gli estintori, etc.);

g) mettere in pericolo l’incolumità delle persone;

h) raccogliere e diffondere testi, immagini, filmati, audio e videoregistrazioni allo

scopo di danneggiare altre persone.

Art. 3 - VIOLAZIONI E SANZIONI

1. Le violazioni previste nell’art. 2.1 sono sanzionate dal docente che le esprime con il

rimprovero/ammonizione orale e/o scritto.

Il rimprovero scritto viene riportato nell’Agenda dell'equipe docente con conseguente comunicazione alle famiglie attraverso il diario o sul quaderno delle comunicazioni. Tale comunicazione deve essere controfirmata da un genitore.

Dopo la terza comunicazione, lo scolaro che continua a tenere un comportamento

scorretto, può essere punito con i provvedimenti di cui agli articoli successivi.

2. Le violazioni gravi di cui all’art. 2.2 vengono sanzionate con annotazione scritta da

parte dei docenti della classe, riportata nell’Agenda dell' equipe e comunicata per

iscritto alla famiglia che controfirma per presa visione.

La mancanza di cui alla lettera a) dell’art. 2.2 comporta anche la consegna del telefono

cellulare al Dirigente Scolastico o suo delegato che lo conserverà fino al ritiro dello stesso da parte

di uno dei genitori dello/a scolaro/a.

Nel caso di mancanze di cui all’art. 2.1. ripetute e di mancanze di cui all’art. 2.2., il

Dirigente Scolastico comunicherà alla famiglia, per iscritto, che il ripetersi delle

condotte già contestate e sanzionate da parte dei docenti, potrà prevedere sanzioni più

gravi, fino all’allontanamento dalle lezioni fino a 15 giorni.

3. La reiterazione delle mancanze gravi, di cui alla lettera g) dell’art. 2.2. e le mancanze

gravissime previste dall’art. 2.3 vengono sanzionate con la sospensione dalle lezioni per

una durata in proporzione alla gravità del fatto, fino a un massimo di 15 giorni.

I provvedimenti vengono discussi e adottati dal Consiglio di Interclasse alla presenza di tutte le sue componenti. La seduta, presieduta dal Dirigente Scolastico o suo delegato, è

valida con la presenza di metà più uno degli aventi diritto e il provvedimento viene

assunto con la maggioranza dei pareri favorevoli; non è consentita l’astensione, tranne

nel caso in cui uno dei membri sia anche genitore dell’allievo oggetto del procedimento.

In caso di parità, prevale il voto del Presidente.

4. Le sanzioni del richiamo orale e scritto di cui ai precedenti punti 1. e 2. possono

essere sostituite o accompagnate in modo accessorio da provvedimenti educativi

miranti al rimedio del danno, alla riflessione e al ravvedimento. Nel caso di sanzioni comportanti l’allontanamento dalle lezioni, previste al precedente punto 3., i provvedimenti educativi miranti al rimedio del danno, alla riflessione e al ravvedimento possono essere dati come accessori.

Art. 4 – Comunicazione di avvio del procedimento; contestazione di addebito e audizione in contraddittorio

L’efficacia dei provvedimenti sanzionatori di cui all’art. 2.1 e 2.2, lettere a), b), c), d), e),

f), è legata di fatto alla vicinanza e tempestività della reazione:

queste sanzioni, tenuto conto della finalità educativa e dell’età degli allievi, per essere

da loro comprese e concorrere alla modifica dei comportamenti, debbono essere il più

possibile immediate e “vicine” ai comportamenti non congrui, in modo tale che l’alunno possa percepire il nesso causa-effetto (comportamento irregolare-sanzione). In tali casi, in assenza di mancanze gravissime, è opportuno adottare quelle misure che particolari esigenze di celerità del procedimento consentono, in base all’art. 7 della L. n. 241/1990, non dando quindi comunicazione preventiva dell’avvio del procedimento. Di tali provvedimenti verrà data comunicazione ai genitori

attraverso il diario o il quaderno delle comunicazioni dell’alunno.

Per le sanzioni che comportano l’allontanamento dalle lezioni e che devono essere

comminate dal Consiglio di Interclasse, va data comunicazione dell’avvio del

procedimento alla famiglia dello scolaro, da parte del Dirigente Scolastico, anche

attraverso vie brevi (posta elettronica certificata, raccomandata a mano, fax,

fonogramma). Nella comunicazione vengono contestati gli addebiti, vengono fissati la

data dell’audizione in contraddittorio e il termine di chiusura del procedimento.

Gli addebiti contestati debbono fondare su circostanze precise documentali,

testimoniali o fattuali. Lo scolaro ha diritto di essere ascoltato dal Dirigente Scolastico,

e dai docenti di classe, congiuntamente.

Il Dirigente Scolastico, nel tempo intercorrente tra la comunicazione del procedimento e

l’audizione, potrà incontrare i genitori allo scopo di concordare con essi gli atteggiamenti comunicativi e comportamentali da tenere verso lo scolaro. Ciò allo scopo di ricercare strategie comuni a livello educativo.

Nel caso in cui nell’evento rilevante ai fini disciplinari siano stati coinvolti altri allievi in

qualità di parti lese, essi e le loro famiglie devono essere informati dell’apertura del

procedimento come contro interessati.

A seguito dell’audizione, potrà seguire, con decisione assunta a maggioranza:

a. l’archiviazione del procedimento, qualora non si ravvisino elementi certi di rilevanza

disciplinare; il dirigente scolastico ne darà comunicazione scritta a tutti gli interessati.

b. la rimissione degli atti al Consiglio di Interclasse per il pronunciamento sul

provvedimento disciplinare da assumere.

Art. 5 - Assunzione del provvedimento disciplinare a cura del Consiglio di Interclasse

Il Consiglio di Interclasse viene convocato entro il termine minimo di cinque giorni

dall’audizione in contraddittorio.

In seduta, viene acquisito il verbale di audizione.

Nella deliberazione della sanzione, deve essere specificata in modo dettagliato la

motivazione che ha portato al provvedimento.

La comunicazione del provvedimento disciplinare assunto viene data alla famiglia

dell’alunno interessato dal Dirigente Scolastico, in forma scritta. La comunicazione deve

riportare gli estremi della deliberazione, l’entità della sanzione e le eventuali sanzioni

accessorie, la motivazione, la decorrenza e la durata della sanzione, i termini e

l’organo presso cui adire eventuali impugnazioni.

Il provvedimento disciplinare è immediatamente esecutivo.

Art. 6 I danni arrecati al patrimonio vanno sempre risarciti da parte dei responsabili, secondo la normativa vigente.

Art. 7 La sanzione dell’allontanamento dalle lezioni sarà preferibilmente assunta “con obbligo di

frequenza”. Nel periodo in cui il minore è allontanato dalle lezioni, sarà vigilato da

insegnanti della scuola o collocato in altre classi della scuola e impegnato in attività

legate ai provvedimenti accessori.

Art. 8 Gli effetti dei provvedimenti disciplinari, anche ai fini della recidiva, sono limitati all’anno scolastico di riferimento. Tuttavia, nel caso in cui le mancanze passibili di

allontanamento dalle lezioni siano state compiute alla fine delle lezioni o durante la

sospensione estiva, è possibile fissare la decorrenza e il termine della sanzione nei

primi giorni dell’anno scolastico successivo.

In caso di trasferimento ad altro istituto anche in corso d’anno o di passaggio ad altro

grado di scuola, la sanzione viene comunicata al nuovo istituto che potrà disporne

l’assolvimento.

Art. 9 Nel caso in cui si iscrivesse alla scuola un alunno proveniente da altro istituto e

quest’ultimo comunicasse una sanzione pendente, il Dirigente Scolastico ne darà

esecuzione nei termini fissati dall’Istituto di provenienza.

Art. 10 - Impugnazioni

Avverso i provvedimenti assunti dai docenti è ammesso reclamo verbale o scritto al

Dirigente Scolastico entro 15 giorni. Il Dirigente Scolastico verifica i fatti sentendo i

docenti coinvolti e quindi risponde in merito al reclamo, verbalmente, se il reclamo è

stato posto oralmente, per iscritto se il reclamo è stato posto in forma scritta, entro 30

giorni.

Avverso i provvedimenti assunti dal Consiglio di Interclasse, è ammesso reclamo scritto

entro 15 gg. dalla comunicazione del provvedimento al Dirigente Scolastico, in qualità di

Presidente. Il Dirigente Scolastico convoca il Consiglio di Interclasse che ha emesso il

provvedimento che si pronuncia in merito al reclamo. Il Dirigente Scolastico entro 30

giorni dal ricevimento del reclamo, comunica all’interessato le conclusioni assunte dal

Consiglio.

In alternativa è ammesso ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale competente

entro 60 giorni.

Art. 11 – Pubblicità

Il presente regolamento è pubblicato sul sito dell’Istituto e può esserne richiesta copia agli uffici di segreteria.

Approvato dal Consiglio di Istituto nella seduta del 17/12/2012.